G.P. DI MONZA: IL FINALE SARA’ ANCORA A SORPRESA?

di Andrea Cittadini – foto ®formula1.com, Ferrari

A volte ritornano, si suol dire. Quando qualcosa si ripete dopo diversi anni, magari inaspettatamente; ed in effetti è così, se uno conosce la storia e segue lo svolgersi ciclico degli eventi. McLaren è un team protagonista dell’epopea della F.1, vincendo presto fin dagli esordi con il fondatore Bruce,  con Hulme e Revson. Poi negli anni ’70,’80 e ’90, ha dominato spesso e volentieri la scena con i vari Fittipaldi, Hunt, Lauda, Prost, Senna, Hamilton, per poi piombare in un lungo periodo di crisi nera. A Silverstone quest’anno la monoposto è tornata una tantum argento, in onore del titolo vinto da Hamilton nel 2008, ma oggi capita che le squadre si divertano riscoprire la propria storia, ed è una cosa bella. Però con il ritorno all’antica livrea color papaya o per semplificare arancione (anche se un po’ pasticciata con troppi adesivi), sotto la leadership di Zak Brown è arrivato il ritorno al vertice e negli ultimi anni è stato un crescendo rossiniano.

Diciamo a partire dal 2021, con il passaggio al motore Mercedes, e con l’arrivo delle prime vittorie, tra cui quella indimenticabile di Ricciardo a Monza. Se il titolo Costruttori è stato sfiorato nel 2023, lo scorso anno è finalmente arrivato, portando il bottino a 9 trofei. Probabilmente il risultato sarà bissato nel 2025 e si aggiungerà anche quello piloti. Difficile dire se con Norris o Piastri. Il primo ha forse qualcosa in più sul giro secco, il secondo  – australiano di origine italiana, curiosa analogia con Ricciardo – ha forse una visione più globale per provare a vincere un campionato: sbaglia meno ed è meno emotivo. La lotta rimarrà aperta fino alla fine, perché non avendo inseguitori insidiosi,  nemmeno Verstappen, forse non ci sarà bisogno di ordini di scuderia, almeno fino all’ultima corsa. Intanto vediamo come si comporteranno a Monza, dove Norris lo scorso settembre s’involò in qualifica aggiudicandosi la pole-position e l’ambito premio “Anello della Regina”,  realizzato dall’amico Guido Guzzi. In gara Piastri e Noris finirono dietro a Charles Leclerc, e davanti a Carlos Sainz Jr., in mezzo alle Ferrari. Con grandissima gioia della enorme marea rossa di tifosi presente a Monza. Sarà ancora così? Per ora siamo ad anni luce di distanza da questa ipotesi, però mai dire mai…

C’è ancora tempo per validare nuove modifiche aerodinamiche prima del G.P. di Monza 2025. Certo è, che in quello che doveva essere l’anno della riscossa, le Ferrari hanno deluso, a parte la vittoria di Hamilton nella Gara Sprint in Cina (quelle che non dovrebbero neanche corrersi, come ritiene Verstappen e tanti con lui) ed il secondo posto a Monaco, non ci sono stati acuti. Il vero problema? Secondo noi manca un grande direttore tecnico, come lo furono i vari Forghieri,  Brawn e pochi altri negli ultimi tempi. Un grande tecnico esperto, autorevole e di pari carisma del team principal, che una volta chiamavamo semplicemente team manager , che coordini il lavoro dei vari ingegneri e reparti. In Ferrari manca da un pezzo questa figura e non occorre pensare solo ad Adrian Newey. Ci sono tanti altri professionisti in grado di ricoprire questo ruolo, anche in Italia. Però magari non sono politici, non amano apparire e aborrono le strutture orizzontali dove nessuno decide e tutti coltivano il loro orticello. Vogliono quelle verticali e la libertà di decidere, per essere giudicati solo alla fine della stagione, per i risultati ottenuti. L’avventura di Andrea Stella in McLaren non insegna nulla? Vedremo. Una delle altre note positive di Monza e della seconda parte di stagione 2024 è stato l’argentino – anche qui con origini italiane – Franco Colapinto, che molti avrebbero dato per confermato in Williams. Poi il walzer del mercato-piloti lo ha invece portato in Alpine, prima come terzo pilota ed ora come titolare, con poca fortuna però.

La Williams fa sempre bene a Monza. Dopo che nel 2022 De Vries aveva strabiliato arrivando 9°, nel 2023 Albon ottenne un grande 7° posto, ripetuto dal 9° nel 2024. Nel 2023 a Monza s’impose Verstappen dominando fin dall’inizio davanti al compagno di squadra Perez ed a Carlos Sainz Jr., al primo podio con la rossa.

Per l’edizione di quest’anno 2025, fare pronostici sembra facile, ma non lo è. Speriamo solo che la gara sia movimentata fino al traguardo. Sulla carta le due Mclaren partono davanti, ma su una pista velocissima come Monza, Verstappen può tornare a imporre la sua legge. Le variabili sono la Ferrari di Leclerc, che magari potrebbe trovare nuova linfa sul circuito di casa, una sorta di effetto-balsamo Monaco-bis, e le due Mercedes. Se gli altri hanno problemi e Russell è regolare, c’è qualche speranza. Kimi Antonelli al suo debutto in gara nel G.P. d’Italia, dopo aver disputato le libere della precedente edizione, vorrà fare bene e magari sfruttare una chance da podio se ci saranno le opportunità. Non vediamo in gioco Hamilton, in funzione delle difficoltà palesate finora, ma mai dire mai. A volta la F.1 di oggi può essere ripetitiva e noiosa, ma altre volte serve sul piatto sorprese all’ultimo stint, e l’esperienza del pilota inglese è preziosa.

Entrando nel vivo di questa stagione 2025, abbiamo già detto dello strapotere McLaren, interrotto solo sporadicamente da qualche impresa di Verstappen e Russell. La Red Bull di oggi non è quella di tre anni fa: tanti cambiamenti e polemiche all’interno del team e anche qualche aggiustamento regolamentare, le hanno tarpato le ali… Si parla con insistenza della volontà di Verstappen di andare in Mercedes nel 2026, quando entrerà in vigore il nuovo regolamento tecnico. Dal prossimo anno la sua Red Bull avrà motori Ford al posto degli Honda che andranno a spingere le Aston Martin. Sarebbe un duro colpo per la squadra anglo- austriaca, che ha da risolvere anche il problema del secondo pilota: qualcuno parla di un ritorno di Vettel, che ha già perso da tempo lo smalto di una volta e la sua fame di vittorie. Perché far rientrare chi ha deciso di smettere? Giovani di talento ce ne sono. Bisognerà vedere cosa farà Tsunoda, che magari seguirà i motori Honda. McLaren manterrà lo stesso team campione. Idem Ferrari, dove l’incognita è quella di capire se ci saranno cambiamenti o no sulla plancia di comando. Mercedes dipende da Verstappen. In caso di un suo arrivo,  partirà Russell;  Kimi Antonelli ha già ottenuto il suo primo podio. Wolff ha lavorato bene con lui. Peccato che un’operazione di questo tipo con un pilota italiano non sia mai stata tentata in Ferrari. L’avventura con Giovinazzi parcheggiato in Sauber, non ha dato i frutti sperati e ha di fatto messo fine alla sua carriera in F1. E’ complicato per tanti motivi, si potrebbe fare con la lungimiranza di un manager molto forte e autorevole. La quinta incomoda del prossima stagione sarà l’Aston Martin, quest’anno molto deludente, ma che avrà la nuova vettura disegnata da Newey e con motori Honda vincenti, probabilmente Alonso ed un altro pilota veloce al posto di Stroll, che potrà dedicarsi ad altro. A meno che non cresca ancora la Williams con Albon, che sta facendo grandi cose e Sainz Jr., più in difficoltà, dopo che nei test di inizio stagione sembrava più veloce. Non è detto che Sainz Jr. resti in Williams, l’Alpine resta alla finestra. In casa Haas dopo la seconda buona stagione consecutiva, dovrebbe rimanere la coppia attuale Ocon-Bearman. Anche la Racing Bulls, ex-Minardi ed ex-Toro Rosso, sta facendo bene con Hadjar – un po’ un’incognita ad inizio campionato, e Lawson rinfrancato dopo esser stato “tagliato” da Red Bull. Ottima la stagione di Hulkenberg, uno dei piloti più sottovalutati della storia della F1, che con la nuova Audi farà ancora meglio. Ancora indecifrabile invece il giovane compagno Bortoleto. Ne parlano bene, però sinora non ha impressionato più di tanto. Forse al posto di Audi avremmo fatto una scelta diversa, con altri piloti più incisivi provenienti da altre categorie o alcuni esperti ancora sul mercato. Uno di questi, Bottas, si dice possa andare in Cadillac, che debutterà con il team Andretti e motori Ferrari in attesa di quelli GM nel 2028. Al suo fianco ci sarà un pilota americano, probabilmente Colton Herta. Nel frattempo Bottas resta terzo pilota Mercedes.  Finalmente un nuovo team entra in F.1, oggi troppo circolo troppo chiuso se pensiamo al passato, contraddistinto da plurime architetture motori, forme aerodinamiche completamente diverse e più marche di pneumatici al via.  Chiudiamo parlando di Alpine: dopo una buona stagione nel 2024, quella di quest’anno è stata una tragedia. La macchina non va anche se Gasly cerca di spremere quello che può. Il cambio compagno da Doohan – pilota nella media ma niente più – a Colapinto, per ora non ha portato a grandi miglioramenti. Il team è in vendita e Alpine uscirà dalla massima categoria. Si parla di Hitech, come acquirente. E’ solo questione di tempo, anche per capire cosa farà Briatore, a cui comunque le idee e le risorse non mancano di certo.