LA DOPPIETTA DELLE ROSSE
MCLAREN RESTA LA TERZA INCOMODA. WILLIAMS LIVREA TOP!

di Andrea Cittadini – foto media.ferrari.com, media.mercedesamgf1.com, jaydens_p0v on IG

Chi mi ama mi segua, recitava lo slogan della provocatoria campagna pubblicitaria Jeans Jesus del ’73, firmata da Oliviero Toscani. Oggi, parlando di F1, lo slogan torna di moda con una piccola variazione: Kimi ama mi segua. Parliamo ovviamente di Andrea Kimi Antonelli da Bologna, vent’anni.

Il pilota italiano in testa al Campionato Mondiale con 6 vittorie, oltre ad una in gara Sprint, 6 pole-position, 6 giri veloci e 8 podi in totale, più 2 in gara Sprint. Il pilota tanto atteso da anni, dai tempi di Michele Alboreto se consideriamo l’ultimo nostro portacolori ad aver lottato per un titolo. Dai tempi di Ascari, 1953, se invece parliamo di in Campione del Mondo. Il cammino è ancora lungo, ed i principali rivali sono il compagno di squadra Russell ed il duo ferrarista. PIù indietro gli altri, con la McLaren terza incomoda, con Norris e Piastri meno incisivi dello scorso anno. I nuovi regolamenti hanno cambiato le carte in tavola rispetto allo scorso anno. La Casa della stella d’argento è tornata prepotentemente alla ribalta, mentre le monoposto color papaya hanno perso smalto. Le Ferrari sembrano veloci e vincenti, manca un pizzico per eguagliare le Mercedes. Hamilton è tornato in palla, Leclerc forse ha capito di dover stare più calmo e sbagliare di meno, perché il talento l’avrebbe tutto. Antonelli ha vinto il suo primo GP di Monaco. E’ entrato nell’Olimpo della Formula 1. Hamilton ha trionfato a Barcellona e Leclerc men che meno in Inghilterra, nella tana del lupo. Con queste premesse il finale di stagione si preannuncia avvincente. Spiace vedere fuori dai giochi Verstappen e la Red Bull, ma con un team rivoluzionato, la perdita del motore Honda e le nuove regole, ha perso la sua invincibilità. Max come talento puro e cattiveria di guida, resta comunque a nostro parere ancora il n.1, se non altro perché ha più esperienza del nostro Kimi. E’ bellissima l’escalation di Antonelli, settimo lo scorso anno nella classifica piloti, con tre giri veloci e tre podi. Quest’anno è pura goduria. Lui resta fortunatamente un ragazzo serio, normale, positivo e concentrato sul lavoro. Come Sinner nel tennis.Resta il “cinno” di Bologna cresciuto nell’officina del padre, ex-pilota divenuto poi team manager nel Campionato Italiano Turismo. Il Mondiale lo meriterebbe, anche per gratificare l’Italia, che tanto ha dato alla F1 e poco ha raccolto. Le Ferrari potrebbero lottare fino alla fine e magari vincere altre gare, per poi puntare decise al titolo nel 2027. Vedremo. Dobbiamo ringraziare Toto Wolff per aver dato una chance ad Antonelli, averlo fatto crescere. Speriamo riesca a fare lo stesso con il bergamasco Niccolò Perico, che ha solo dodici anni, ma sembra già un futuro talento e Wolff lo ha preso sotto la sua ala nel Mercedes F1 Junior. E’ figlio del rallysta Alessandro Perico.

Passando alle rosse, dopo un avvio promettentissimo, sembravano essersi un po’ perse per strada a causa della nuova modifica regolamentare a stagione iniziata.  Poi fortunatamente si è trovata nuovamente la piena competitività, e ora stanno arrivando vittorie che sembravano quasi insperate. Lewis Hamilton vuole dimostrare di avere ancora la testa ed il piede pesante. Leclerc può fare molto bene, se si concentra di più sul lavoro essenziale, sbagliando meno ed evitando inutili lamentele. Itra un paio d’anni bisognerà pensare comunque ad un dopo Hamilton e sarebbe bello poter crescere un talento italiano alla Antonelli. Guardando in casa degli altri, le McLaren dopo l’exploit del 2025 hanno pagato il varo del nuovo regolamento 2026. Presidiano il terzo posto nel titolo Costruttori. Dietro, una Red Bull in crisi, con un Hadjar che ha mostrato qualità e di non sentire la pressione quale compagno di Max Verstappen. Anche i cugini del team Racing Bulls, Lawson e Lindblad. In graduatoria sono in mezzo a Gasly, Alpine e Bearman, Haas. Il francesco ha fatto alcune grandi pèrestazioni per far tornare Alpine a livelli più altri. In alcune situazioni anche Colapinto ha fatto altrettanto. Ocon, invece, performa meno di Bearman, e sembra sia in via d’uscita dalla squadra americana. Difficile trovare un altro posto in F1, ma magari come terzo pilota qualche chance resta.  La Haas continua la sua partnership con Toyota, in attesa di vedere se la Casa nipponica un giorno tornerà in F1. Il motore per ora resta Ferrari. Le delusioni dell’anno sono due per ora: Audi e Aston Martin. In merito alla prima, è vero che sarebbe un team al debutto, ma in realtà si tratta della ex-Sauber e poteva fare qualche punto in più: un acuto, sembrava possibile. Hulkenberg non ha ancora ottenuto punti. Bortoleto per ora non ha mostrato di essere un potenziale protagonista nella massima categoria. Peggio ancora sta facendo l’Aston Martin. Quella che doveva essere la sorpresa dell’anno, in realtà sta vivendo una delle stagioni peggiori. La nuova auto è un flop, e anche in tema di piloti forse bisognerebbe dare una svolta. Anche la Williams non è brillante, anzi sembra regredire. Peccato, perché la livrea è la più bella di tutte e due anni fa sembrava in grado di prestazioni in crescita. Cadillac non è una delusione perché è una squadra totalmente nuova al primo anno in F1, con un motore Ferrari, e passo dopo passo sta facendo esperienza.

SARANNO FAMOSI: TEST CON ALPINE FORMULA 1 ANCHE PER GABRIELE MINI’

In un tempio della Formula 1 come Silverstone, il ventunenne Gabriele Minì ha debuttato in un test TPC con l’Alpine F1 2025 a effetto suolo, per accumulare esperienza e migliorare il lavoro al simulatore. Fin dai tempi di Piastri, Alpine è tra le squadre più attive nel garantire ai suoi piloti Academy l’opportunità di provare una monoposto di Formula 1 in pista.

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