Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Si perchè FuoriConcorso nasce da un’idea geniale, quella di abbinare la passione automobilistca al gusto del bello, a richiami culturali, a location suggestive e dimore storiche in un’atmosfera piacevole e rilassante, dove si riesce ancora a conversare di auto e dintorni, bevendo qualcosa davanti al fantastico scenario del lago di Como. Guglielmo Miani, Presidente di Larusmiani, sinonimo di sartoria maschile dal 1922 a Milano, lo ha inventato nel 2019.

Dalla passione e da un sapiente mix di auto d’epoca, vetture racing e concept moderne, FuoriConcorso è diventato l’occasione dove le marche automobilistiche possono presentare in veste informale le proprie novità ad un pubblico competente e un po’ sofisticato.

E’ così che Cernobbio e la sponda nord del lago di Como, si trasformano, un fine settimana di maggio, in una sorta di Goodwood del Lario. Non c’è più solo il Concorso di Eleganza di Villa d’Este a catalizzare l’attenzione, ma anche molto altro. A fronte di un Concorso sempre più congestionato, dedicato a invitati degli sponsor e ad amici degli amici, dove ormai l’accesso a Villa d’Este è off-limits e si rimanda a Villa Erba, gli appassionati, i giornalisti e i marchi automobilistici, avevano voglia anche di un altro menù.

Soprattutto in un momento come questo, dove Como è diventata la capitale turistica del lusso in Italia, con la presenza sempre più massiccia di un turismo d’élite straniero di target elevato, che ha fatto esplodere il mercato immobiliare e vivacizzato l’attività dei grandi hotel pluristellati, passati a grandi gruppi internazionali e sottoposti a restyling completi. E’ giusto così, perchè il nostro paese, tutto – dal nord al sud –  potrebbe vivere solo di turismo, se fossimo capaci di gestirlo, con tutte le ricchezze architettoniche, storiche, culturali, paesaggistiche, enogastronomiche che abbiamo. Solo che ad alcuni dà fastidio, perchè la spiaggia tal dei tali devono usarla solo i locali due mesi all’anno (luglio e agosto). Mentre quegli stessi locali potrebbero farne la loro attività primaria!

Tornado al punto, FuoriConcorso si svolge nei giardini di Villa del Grumello e Villa Sucota, due importanti residenze d’epoca adiacenti, alle quali dal 2022 si affianca con una mostra monotematica, il FuoriConcorso Open Museum, a Villa Olmo. Non nelle edizioni 2024 e 2025, però, perchè la magione e soggetta a restauro. Vedremo nel 2026. Sovente nel corso dell’anno, FuoriConcorso sceglie anche altri luoghi in Italia e all’estero per eventi mirati, come avvenuto a Villa Necchi Campiglio a Milano, oppure in Costa  Azzurra e in Sardegna.

Il tema del FuoriConcorso 2024 è stato quello delle auto da corsa inglesi, incluse numerose monoposto di Formula 1. Per la precisione costruite durante il regno della Regina Elisabetta, periodo rivelatosi prolifico di vittorie, e non poteva essere diversamente dato il record dei 70 anni di monarchia elisabettiana.

In realtà il titolo ufficiale dell’evento sarebbe “British Racing Green”, il colore delle macchine da corsa del Regno Unito, mentre come gli appassionati sanno, quelle italiane sono rosse, quelle francesi blu, quelle tedesche argento, eccetera. “Negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, le case automobilistiche britanniche con le loro vetture color verde scuro, furono protagoniste dell’automobilismo di quell’epoca. La bellezza di queste auto e di questo colore non è “moda”, ma puro “stile”, fuori dal tempo. Non tutti conoscono la storia del verde inglese nelle corse” – racconta Miani. “Lo vediamo per la prima volta nel 1903, durante la Gordon Bennett Cup in Irlanda, allora ancora parte del Regno Unito. Visto che le corse automobilistiche erano illegali sulle strade pubbliche in Gran Bretagna, in segno di rispetto e di ringraziamento verso gli irlandesi, che permisero la corsa, le auto britanniche furono dipinte di questa particolare tonalità di verde”.

Beh, chi ha visitato FuoriConcorso 2024 si è trovato di fronte una griglia di partenza da far quasi invidia al Grand Prix de Monaco Historique, disputatosi solo un paio di settimane prima. Uno schieramento superbo di grande interesse storico, con tante monoposto nelle proprie livree originali post anni ‘60, quindi non per forza di cose color verdi. A cominciare dalla Lotus 72, pilotata da Emerson Fittipaldi, vincitore  il 10 settembre 1972 del Gran Premio d’Italia a Monza, conquistando il titolo iridato. La Lotus 72 venne progettata da Colin Chapman e Maurice Philippe per la stagione 1970 del campionato, si dimostrò così efficace da essere continuamente sviluppata e venne utilizzata fino al 1975. La sua aerodinamica era insuperabile, tanto da sembrare una freccia su due ruote. Senza il grosso radiatore anteriore, infatti, si poteva ridurre la sezione frontale, offrendo meno resistenza all’aria. Caratterizzata dalla celebre livrea nera e oro dello sponsor John Player Special, di proprietà della Imperial Tobacco, che prese il posto di quella bianca e rosso Gold Leaf. Sempre appartenuta al campione brasiliano, è anche la sua Copersucar Fittipaldi F6 del 1979. Ci sono poi la Lola Embassy di Graham Hill e la Surtees TS19 di Ruper Keegan sponsorizzata Durex. Nel 1976 John Surteessvelò la monoposto senza sponsor, ma a Brands Hatch, Keegan portò nuovi mecenati,  tra in quali  Durex. La BBC, considerata tale pubblicità “scandalosa”, decise di sospendere la visione della competizione e dopo la prima sessione di prove libere, tolse tutte le telecamere dal circuito.  I tempi poi si sono fortunatamente evoluti.  Tra le altre star sulla griglia di partenza, da segnalare la Ensign MN177 ex-Clay Regazzoni appartenuta a Loris Kessel, la BRM del ’69 guidata da John Surtees, la splendida Cooper Maserati del ’66 di Jo Bonnier, la Brabham BT44  ex-Carlos Pace, la Arrrows A1B-Warsteiner di Riccardo Patrese del ’79. Fino ad arrivare alle più titolate McLaren: la MP4/4 di Ayrton Senna del 1984 nel trentennale della sua scomparsa, e quella con cui Mika Häkkinen vinse nel 1999. Infine la Jaguar di Eddie Irvine e la Williams-BMW di Rubens Barrichello degli anni post-2000 e le attuali Aston Martin e Racing Bulls (ex-Toro Rosso e Alpha Tauri) 2024.

Ad arricchire il plateau, anche una serie di GT e Sport dal pedegree altrettanto blasonato, che hanno corso la 24 Ore di Le Mans o altre gare leggendarie, come la Parigi – Dakar e la Carrera Panamericana.

«Sono diventato un collezionista grazie a mio padre Riccardo, che era un appassionato di vetture inglesi. Nel tempo, è cresciuta anche la passione per le auto da corsa grazie a Renato Della Valle, tre volte campione del mondo offshore, a sua volta grande collezionista e caro amico di famiglia” continua Guglielmo Miani. “Il mio obiettivo è far capire come l’artigianalità di un abito, realizzato rigorosamente a mano e su misura, possa essere accostata, a livello di percorso creativo e realizzativo, a un’auto veloce, anch’essa frutto di lavoro di precisione, tecnologia e arte manifatturiera”. Finora, prima dell’avvento della rivoluzione elettrica, è stato così, mentre oggi per alcuni l’auto è un mero oggetto di consumo, considerato alla stregua di un telefonino. Eresia allo stato puro.

Hanno partecipato al FuoriConcorso 2024 diversi costruttori, oltre a nuove realtà di nicchia, come AGTZ Twin Tail La Squadra + Zagato: una supercar che si richiama alla Alpine A220 coda lunga del 1969 protagonista proprio della 24 di Le Mans, e che ridisegna questa vettura in chiave contemporanea, in soli 19 esemplari. Il fascino del passato reinterpretato e arricchito. Un’auto davvero bella che rispetta la leggenda del modello ispiratore.

Parlando di stile inglese, non è mancata al FuoriConcorso 2024 la presenza delle principali case britanniche. Dalla Aston Martin, presente con la gamma completa e le sue auto da corse più iconiche, dalla DB3S allevetture GT fino all’ultima F1. Lotus, presente anche con Clive Chapman, figlio di Colin e responsabile dell’heritage della Casa di Norfolk (che esposto il remake della sport Type 66 a Villa d’Este) e l’hypercar elettrica Evija, un esempio di come si possa rendere omaggio al passato, proiettandolo nel futuro: si tratta, di una hypercar elettrica con performance da oltre 2000 cavalli. Tra le eccellenze non solo British, Porsche ha esposto nella Greenhouse, una delle serre antiche di Villa del Grumello, diversi pezzi unici da collezione in varie nuances di verde. L’elegante lounge – pensata come un rigoglioso giardino con piante e fiori, è pensata come luogo di relax con DJ-set, particolarmente apprezzata da mogli e compagne, mentre i partner ammiravano le auto. Presenti anche Pagani con la Huayra R  verde, strizzando l’occhio al tema “British Racing Green”; la svedese Koenigsegg con la CCGT, l’unico modello da corsa mai prodotto nella sua storia; Marsien 959, nuovo brand creato da Marc Philipp Gemballa e da non confondere con l’omonimo marchio che resta di proprietà del padre, entrambi specializzati in fuoriserie su base Porsche. Dulcis in fundo, la 500 Spiaggina di Garage Italia Customs in versione co-marketing Acqua di Parma.

Bellissima anche la la mostra fotografica di René Staud, uno dei fotografi di auto più famosi al mondo. Staud ha fotografato tutti i più importanti modelli in situazioni davvero uniche, in tutti i continenti. A FuoriConcorso ha esposto un affascinante racconto per immagini su più piani, dedicato ai veri appassionati di auto sportive.

Per il programma e informazioni sull’edizione 2025, https://www.fuoriconcorso.org/

di Andrea Cittadini e Sabina Giussani, foto FuoriConcorso

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